Dare regole. Come e, soprattutto, perchè? In dialogo con Alberto Pellai

venerdì 4 settembre 2026

  • ore 16:00 - 17:30 PER I DOCENTI DI OGNI ORDINE E GRADO
  • ore 18:00 - 19:30 PER I GENITORI E IL PERSONALE EDUCATIVO
presso l'Auditorium dell'IC di Asola

Le regole e i "no" possono essere considerati doni d'amore in quanto non solo accompagnano, ma favoriscono e supportano ad ogni età il processo di crescita.

L'adulto deve fare la guida ferma e affettuosa, ponendo limiti chiari e senza temere l'attrito, che è un alleato prezioso per lo sviluppo dell'identità personale e un antidoto rispetto all'iperprotezione o alla ricerca di consenso a tutti i costi.

In altre parole: gli adulti devono essere punti di riferimento autorevoli e non "adultescenti" o semplici migliori amici, definendo senza ambiguità i confini per allenare i minori al senso del limite e alla vita reale.

SPECIALE PRIMA INFANZIA

Principi educativi per dare regole
  • L'adulto fa l'adulto - I genitori non devono essere amici o pari dei figli, ma punti di riferimento autorevoli che sanno dire di no.
  • Coerenza e fermezza - Le regole devono essere poche, chiare, stabili nel tempo e spiegate con parole calme ma decise.
  • No al tutto e subito - Ai bambini va insegnato ad attraversare la frustrazione e l'attesa, rifiutando la gratificazione istantanea.
  • Regole digitali precise - Niente smartphone al risveglio, a tavola o in camera da letto la notte, soprattutto prima dell'adolescenza.
  • Accettare l'attrito - La fatica e gli ostacoli sono alleati della crescita; non bisogna sostituirsi ai figli per evitargli ogni problema.

SPECIALE ADOLESCENTI

Principi educativi e gestione delle regole
  • Essere adulti, non amici - I ragazzi hanno già molti coetanei; cercano nei genitori e nei docenti una guida sicura, stabile e capace di dire dei "no" costruttivi.
  • Il valore dell'attrito - Crescere in un ambiente troppo ovattato o iperprotetto impedisce ai giovani di sviluppare anticorpi emotivi ed resilienza. La fatica e l'impegno aiutano a forgiare il carattere.
  • Il "tiro alla fune" - L'educazione è una trattativa continua ma necessaria. L'adulto deve saper oscillare tra la vicinanza e la distanza, stando a fianco, dietro o di fronte al figlio a seconda delle situazioni. 
Regole pratiche per il digitale e la vita quotidiana
  • No smartphone nei momenti chiave - Niente telefoni al risveglio, durante i pasti (la regola vale anche per mamma e papà) e alla sera oltre un'ora limite stabilita.
  • Fuori dalla camera da letto - La notte i dispositivi tecnologici devono restare fuori dalla zona di riposo per proteggere la qualità del sonno.
  • La soglia dei 14 anni - Prima di quest'età l'uso dello smartphone richiede una vicinanza stretta e il controllo condiviso della cronologia e delle chat. Dopo i 14 anni, l'autoregolazione deve diventare progressivamente una responsabilità autonoma del ragazzo.