La DIDATTICA e i suoi ambiti per la CURA dell'APPRENDIMENTO


Contributo di A. Calvani, in dialogo con Luisa Bartoli

 Bibliografia
A. CALVANI, Elementi di didattica. Problemi e strategie, Carocci, Roma 2000.
ID., Fondamenti di didattica. Teoria e prassi dei dispositivi formativi, Carocci, Roma 2007.

 

... DI COSA SI OCCUPA LA DIDATTICA?

La didattica si occupa della progettazione, dell'allestimento e della valutazionedi ambienti di apprendimento, cioè di specifici contesti risultanti da opportune integrazioni di artefatti culturali, normativi, tecnologici, e di specifiche azioni umane ritenute atte a favorire processi acquisitivi. 

Legata tradizionalmente all'ambito scolastico, la didattica si apre oggi all'extrascuola, alle tecnologie, al mondo adulto e aziendale;

richieste di didattica sono avanzate anche da enti locali, culturali, musei, associazioni industriali, aziende, centri sanitari.

Si pone così il problema di definire con maggior precisione quell'insieme di conoscenze e attitudini metodologiche e critiche che contraddistinguono le competenze didattiche: 

la capacità di progettare, allestire e valutare ambienti funzionali all'apprendimento. 

(A. CALVANI, Elementi di Didattica)

 

 

 

AMBITI FONDAMENTALI DEL SAPERE DIDATTICO

La competenza didattica si avvale essenzialmente di un insieme eterogeneo di

orientamenti teorici
modi di porsi
strumenti  concettuali

cui si correlano più specifice procedure, formati o strategie d'intervento, che si sono messi in luce attraverso molteplici esperienze. Tutto ciò assume la forma di un complesso armamentario teorico a cui è opportuno sapersi richiamare, anche se nella pratica occorreranno mediazioni e adattamenti continui.

Soffermiamoci un momento sulle due parole impiegate da Calvani:

FORMATO - il termine designa una SEQUENZA DI AZIONI ALGORITMICAMENTE PRESTABILITE

STRATEGIA - il termine suggerisce che, in ogni singolo momento decisionale, SI MANTENGONO DEI GRADI DI LIBERTA'

Nella pratica didattica la differenziazione tra formato e strategia diventa spesso difficile. Di fatto, è l'atteggiamento dell'insegnante a diventare decisivo.

(Ad esempio: una FLIPPED CLASSROOM è un formato o una strategia? Assume carattere di formato in quanto caratterizzata da un canovaccio ben caratterizzato cui l'insegnante deve fare riferimento; assume però anche il carattere di strategia perchè istante per istante l'insegnante può decidere iniziative peculiari, con un certo grado di autonomia).

 

Lo schema che segue individua tre ambiti fondamentali all'interno dei quali, secondo Calvani, possiamo collocare l'insieme eterogeneo di formati e strategie proposti dalla riflessione didattica:

PROGETTAZIONE e ORGANIZZAZIONE

ambito che riguarda il lavoro preliminare all'utilizzo didattico, le attività di pianificazione ed allestimento dell'ambiente didattico stesso, tipiche della progettazione didattica.

ISTRUZIONE

ambito che include le forme più note di impostazione degli interventi didattici (modalità di lavoro e di gestione del gruppo classe, strumenti ...).

VALUTAZIONE

ambito che riguarda i criteri assunti prima, durante e dopo l'insegnamento per formulare un giudizio su processi e prodotti, sia in riferimento all'allievo che in riferimento al docente e alla scuola.

 

Ciascuno degli ambiti sarà esplorato ed essenzializzato in indicazioni utili per la pratica didattica. Ci pare importante evidenziare come Calvani rimarchi, per ciascuno, l'importanza delle dinamiche di contestualizzazione:

NON ESISTE DIDATTICA AL DI FUORI DI UN COMPLESSO GIOCO DI MEDIAZIONI SIMBOLICHE E NEGOZIALI. LA DIDATTICA PRENDE FORMA E CORPO ATTRAVERSO AZIONI CONCRETE CHE IL FORMATORE METTE IN ATTO PER GARANTIRE L'EFFICACE SVOLGIMENTO DI INTERAZIONI FINALIZZATE ALL'APPRENDIMENTO.

IL SAPERE DIDATTICO E' PER SUA NATURA UN SAPERE "INCARNATO", PROFONDAMENTE SENSIBILE AL CONTESTO OPERATIVO: si sviluppa in situazione, spezzando i tradizionali confini teoria-pratica; cresce, si espande, si sviluppa e procuce nuova teoria attraverso le soluzioni (la CURA) che offre dinanzi a specifici problemi ed esigenze.